mercoledì 28 settembre 2016

Il matrimonio d’amore di Ferzan Özpetek  

Immagine tratta da Corriere.it



Ferzan Özpetek ha sposato il suo compagno Simone Pontesilli a Roma e dopo la cerimonia la coppia se ne è andata via in scooter. Tutto era già “stato scritto” nel romanzo, che appare autobiografico, pubblicato dal regista lo scorso anno: Sei la mia vita (Mondadori). Sulla copertina campeggia la foto del compagno preso di spalle e oggi lo abbiamo visto in faccia. La prima cosa che ho pensato è stata “E allora?” Beh, però io non mi stupisco perché l’argomento mi è famigliare, ho scritto una tesi di laurea sull’omosessualità maschile e Özpetek è sempre stato il mio punto di riferimento nel cinema. Nessuno meglio di lui ha raccontato il mondo affettivo dei gay, quello famigliare, amicale e sociale. Nei suoi film appaiono come persone che vivono la vita come tutti, insieme a tutti, con pregi e difetti come tutti. Lui è sicuramente ottimista nell'affrontare la questione, ma non è l’ottimismo il miglior ingrediente per andare oltre le contingenze e intravedere la luce là dove tutti gravitano nelle ombre? Sono felice per come ha condotto “l’operazione matrimonio”: niente clamore, niente celebrazioni faraoniche, ma solo un normale momento di due esseri umani che si amano. Anche nella vita privata, come nella finzione, Ferzan ha saputo dare il meglio, ha mostrato quanto l’amore sia un grande e potente alleato degli esseri umani, al di là delle loro piccole differenze.

 

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata




sabato 27 agosto 2016

Quando l'arte esprime l'amore

Vita di coppia: l'innamoramento

La bolla, disegno di Flavio Lappo, 2016


Due innamorati vivono come in una bolla dove il resto del mondo non ha accesso, in quel luogo c'è spazio solo per loro due. Questo concetto, che ho estrapolato della teoria di Francesco Alberoni contenuta per la prima volta nel suo noto saggio Innamoramento e amore uscito nel 1979, dice qualcosa di fondamentale che si può esprime anche con l'arte: così come nel disegno di Flavio Lappo abbinato a questo articolo. Ma cosa significa concretamente vivere nella bolla? Se si trova coinvolta in un vero innamoramento, la coppia sperimenta una fase del movimento collettivo a due, sempre per citare Alberoni, che necessita di escludere tutto il resto per realizzare, in due, il progetto, per compiere una rivoluzione dell'esistenza. In questa condizione si possono perdere gli amici, è molto probabile che accada se le persone frequentate non riescono a comprendere che la fase dell'innamoramento non durerà per sempre. I due innamorati non si preoccupano di perdere tutto il resto, anzi non si accorgono nemmeno tanto sono presi reciprocamente da loro stessi. Se dall'innamoramento si passa alla fase sociale della relazione e si esce dalla bolla, gli altri ricompaiono con tutto il loro valore di relazione. Può accadere che l'averli messi da parte, specialmente se l'innamoramento non si è trasformato in amore e la coppia si è sfasciata, consegni ai due ex innamorati il vuoto. Ciò provoca un sentimento di esclusione, disagio, dolore. Che fare dunque per prevenire? Se l'amore ci prende, ci rapisce, viviamolo con tutti i suoi rischi e comunichiamolo, diciamolo agli amici che ci è capita questa straordinaria occasione. Se gli altri non vorranno capirci vuol dire che non tengono abbastanza alla nostra amicizia. Nel dipinto potete notare un sole rosso che arde e illumina la città in lontananza, mentre tutto intorno alla coppia c'è il deserto: per i due nella bolla non esiste nulla al di fuori di loro. Sotto i due, l'artista ha posizionato un materassino, di quelli con cui si salta e rimbalza, per attutire la caduta qualora l'uscita dalla bolla fosse traumatica. Il disegno è un fermo immagine, tra qualche istante la bolla si dissolverà. In caso di lieto fine, tutto intorno si ripopolerà perché loro due daranno origine ad un nuovo mondo. L'amore è ri-nascita e creazione e la città appena abbozzata, che si scorge in lontananza, diverrà un luogo di ritorno alla vita sociale.

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

martedì 16 agosto 2016

Lettera d'amore: è solo sesso o anche amore?

38 Terzo Piano


Caro,
oggi sono tornata al nostro albergo con uno sconosciuto. Un uomo adocchiato a un apericena perché somiglia a te, stessi ricci sulla fronte, stessi occhi da felino, stesse mani grandi e agili da pianista. La mia pelle si è accaldata, non succedeva  da mesi, ha aperto il varco al sangue e a ogni organo, pulsavano  tempie, cuore, pancia e tutto l'altro, schizzavano desideri abbandonati e imploravano la replica. 
Ho trovato la stessa stanza, trentotto terzo piano, lo stesso copriletto verdino  su cui impazienti scordavamo le lenzuola, lo stesso tappeto liso su cui dopo ballavamo nudi, lo stesso scorcio di case grigie dalla finestra, che ci sembravano un'oasi di beatitudine.
Ho dato il via ai nostri  preliminari, far scivolare la gonna e sbottonare la camicetta, aspettando che lui si avvicinasse a sciogliermi i capelli e ad allentare le auto reggenti insinuandoci le dita, mentre i nostri respiri si gonfiavano, annullando le parole.
Mi sbagliavo, non eri tu, non eravamo noi e il nostro rincontrarci. I gesti erano audaci, forti e abili, da femmina e maschio di buona d'esperienza, ma ci dissolvevano in altro, tu un miraggio, io e lui robot in azione per meccanismo. 
In strada ci siamo a stento salutati. 
Ed ora io, in questa  notte che sembra eterna, sono corpo, anima, desiderio e nostalgia. Ora so.
Non era solo sesso il nostro amore clandestino, ci ha fatto comodo crederlo, a me soprattutto che non volevo essere l'altra per la vita. So e te lo devo dire, semmai credessi che il mio stare con te e poi andarmene sia stato un capriccio. Almeno questa notte voglio essere sincera.
Domani sarò come sempre. Fino a quando uno sguardo, un gesto, un'eco mi riporteranno a te, impedendo di mentirmi. 

Maria Antonietta Macciocu, autrice di libri di poesia e di romanzi


sabato 6 agosto 2016

Lettera d'amore: una storia finita

Pubblico questa lettera perché tutto si è risolto bene



Mio adorato Poldo, dopo una settimana che te ne sei andato lasciandomi solo come un cane senza neppure darmi una benché minima spiegazione, sono ancora senza nessuna notizia di te. Non hai risposto a nessuno dei miei messaggi, decine te ne ho mandati! Non so neppure dove ti sei cacciato, spero che non ti sia fatto ospitare da quella checca isterica di Gino che non aspettava altro. Mi manchi tanto e se almeno non mi chiami o rispondi al telefono che c’è sempre la segreteria telefonica non so più cosa farò. Penso che potrei fare una pazzia. Perché te ne sei andato, cosa ti ho fatto, è forse perché mi hai visto insieme a Giulio? Ti giuro che non ci ho fatto niente. Non fare così, lo sai che siamo fatti l’uno per l’altro. Rispondimi, ti prego, non è giusto che tu mi faccia soffrire in questo modo, non me lo merito. Porto sempre con me il ninnolo che mi hai regalato per il mio compleanno.

Ti amo da morire !!!!!

Tuo Yoyo

p.s.

Questo è l’ultimo sms che ti mando, se non rispondi  butto nella spazzatura tutte le tue cose e cambio la serratura. Ti ho avvisato!

domenica 31 luglio 2016

Lettera d'amore: la passione dei sensi

Mi piace tornare nella parte di cielo dove ti sei perso.
(Dove ti sei perso?)
Mi chiedo ancora dove tu possa essere impigliato, oltre quale rete metallica osservi i miei occhi arrugginiti dalla polvere di lacrime secche.
Lubrifico la vita, pensando a quanti liquidi dolci ci siamo scambiati sul palcoscenico di una passione ballerina. Danzavamo formando una coreografia di ombre cinesi un boccascena perfetto per la fusione:
corpi e sudore.
L'ultima notte e anche la prima, tampona la fronte timbrando ogni immagine. La sequenza bollente di noi arrotolati nella seta della tua pelle madida dai tratti lenti, segnati da una lingua in cerca di piacere, le braccia tese premevano i miei fianchi umidi riducendo sempre più la distanza delle nostre figure ondeggianti.
Scontravo forte le mie labbra lasciandole scolpire tagli dal sapore intenso e alcolico del Martini appena sorseggiato
dalle quali
sbocciavano parole calde
vogliose
sussurrate lente
quasi soffiate dentro
i miei occhi blu che incendiavano l'anima vibrante
delle tue fantasie
davanti il mio corpo semi nudo
il seno prendeva forma attirando la durezza dei tuoi movimenti.
Piccole riprese a scambi di ossigeno e saliva.
In attesa di te.
E ti attendo nelle notti di luna piena, quando il bianco scalda più di una soleggiata marittima.
Sulla riva del cielo.
Tua F."
Katyg
Katyg è una blogger, tratta il tema della disabilità e si occupa di pittura katyg.altervista.org

sabato 23 luglio 2016




E narro per te quell'amore che tanto caro fu ai provenzali, a Cavalcanti, Guinizelli. Quell'amore che fu oggetto d'interesse da parte dello stesso Dante collocando all'inferno i due amanti: Paolo e Francesca. Narro di quel sentimento preso a condannato come peccato, che ancora oggi spesso per pudor si reprime. Sono qui, adesso, a declamarlo senza alcuna vergogna: son fatta di carne non solo di spirto. E ti desidero in modo così dolce, ardente e forte che parole non bastano a renderlo. In questa fredda notte d'inverno desidero poterti avere accanto, scaldare il mio corpo con il tuo, sentire le tue braccia cingermi il busto e inebrianti del tuo profumo. Desidero baciarti il collo, sussurrarti in silenzio il mio nome, ascoltare il tuo battito. Non riesco a domare queste pulsioni, ne sono vittima o schiava questo non saprei definirlo. Tu sei cosi lontano e non posso far altro che continuare a sognare. Vorrei unirmi a te e dimenticare il resto del mondo, ascoltare per una volta ciò che sento dentro. La mia anima è sofferente, il mio cuore dolente; non può esserci dolore peggiore di un amore che arde di passione e dolente perché non consumato. Sento che non riesco a controllarla, questa passione ha già preso il timone della mia navicella, la ragione si è persa in balia di questa tempesta. Questo breve oblio non mi spiace, anzi mi rende viva.
A presto amore mio. Io continuo ad aspettarti e a curar la fiammella di questo amore affinché non si spenga.


Marika Addolorata Carolla

lunedì 18 luglio 2016

Emma Fenu: madrina delle lettere d'amore

Profumo di te e di tè



Mi sveglio fra le coperte fresche dell’alba scarlatta e grigia, striata di baci della mia bocca tinta dal rossetto e dal riflesso dei tuoi occhi, trasparenti e liquidi, che riflettono ogni cielo, ogni paese, ogni parte del mondo. 
Quando ti guardo, quando fisso le mie iridi sulle tue, queste ultime diventano nocciola, diventano miele, diventano me. In te mi ritrovo, specchiata, per quello che sono e sarò. Sento il tuo profumo sul cuscino: un misto di colonia pura, di polvere del deserto, di spezie. Profumi di tè e di te. Ti si può bere, quando dormi. Sei caldo e dissetante, ingenuo e malizioso, morbido e duro. Ti si può sfilare la maglietta bianca e lasciarti senza difese: per attimi infiniti sei frutto del mio grembo, poi ti fondi con il mio grembo, e ci partoriamo insieme, figli l’uno dell’altro. Allora anche io profumo di vaniglia, di cioccolato, di te e di tè. Mi resta addosso quest’effluvio di corpi, di umori e di anima. Prima è dolce, poi è amaro, poi velenoso.
Oggi mi intossica di nostalgia, perché da più di 60 notti sono sposa della luna soltanto, in un’intesa complice e silenziosa. Entrambe bianche, entrambe nere, entrambe con crateri sconosciuti. Ma io brillo di luce mia, amore, e come una torcia brandisco la mano nel buio per cercarti, fino a quando il sorgere del sole rende vana la mia ricerca. Aspetto di sentire la tua voce; il telefono è un surrogato delle nostre bocche, a volte sembra sprigionare l’alito del nostro desiderio. Aspetto, ma è presto, ancora. Allora, per farmi ingannare dal Tempo, ti scrivo parole che non ti dirò, perché le leggerai, seppur non su questo foglio, ma nei miei occhi. 
Anche i miei sono liquidi e trasparenti come i tuoi quando amo: ora sono un foglio di carta con striature di penna nera, tatuaggi su un corpo di carta che non conosci, che è solo mio.
Il corpo di carne e sangue è tuo.
L’anima di zucchero e fiele è tua.
Sono più tua che mia quando mi stringi, ma la pelle di carta è il mio segreto. 
Qual è il tuo?
Emma Fenu ©Riproduzione riservata
Emma Fenu è scrittrice, articolista e blogger


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inserendo il testo nel corpo della mail e non come allegato. Grazie.