lunedì 17 dicembre 2012

Erotismo o innamoramento?



Erotismo o innamoramento? 
Sai riconoscerlo?

         Tratto da L’arte di amare ed. Sonzogno di Francesco Alberoni

Orchidea erotica, acrilico di Daniela Lorusso


Due persone “si piacciono”, provano un’attrazione improvvisa e intensa, che chiamano “colpo di fulmine”, si gettano subito l’uno nelle braccia dell’altro, hanno rapporti sessuali e hanno l’impressione di aver realizzato la fusione fisica e spirituale. Questa esperienza di erotismo straordinario viene spesso confusa con l’innamoramento mentre ne è solo il possibile inizio. Ma il vero innamoramento nasce da una spinta vitale ostacolata, da una rivolta e quando si mette veramente in moto produce una rilettura della propria vita e una ricostruzione di se stessi e del mondo. Invece, molto spesso i due giovani amanti, presi dalla loro esperienza meravigliosa, non vogliono fare progetti. Vi sono poi alcuni che non vogliono nemmeno avere rapporti con il loro passato, con la vita quotidiana. Quello che conta è il presente, il qui e ora, il resto è nulla. L’innamoramento, che è ancora allo stato embrionale, appare loro come uno stato piacevole di cui approfittare, a cui abbandonarsi senza pensieri, senza domande. Non vogliono pensare al passato, non mettono in moto il processo di conoscenza reciproca cercando di vedere il mondo con gli occhi dell’altro.


lunedì 10 dicembre 2012

Speranze d’amore


Una poesia che nasconde più livelli di interpretazione: vi invito a dare la vostra.
Senza titolo, olio su tela di Flavio Lappo


Speranze d’amore

Sospeso nell’ombra di un sole che muore
Raccolgo il grido di una donna che si dispera,
dal suo volto non traspare
La catarsi del suo cuore.
Il crollo di una chimera,
Il folle richiamo del mare.
È viva! Respira ancora!
Rinasce con me.

Max Bonfanti, filosofo www.laccentodisocrate.it

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sabato 8 dicembre 2012

Sesso e design in mostra



Sesso e design in mostra



KAMA. Sesso e design: dal 5 dicembre al 10 marzo 2013, dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 20.30, e il giovedì fino alle 23, alla Triennale di Milano. Vietata ai minori di 18 anni.

Sono stata all'inaugurazione dell'esposizione KAMA dedicata al legame che si può creare tra eros e progettazione creativa. Ero lì invitata da Fornasetti ed è stato naturale soffermarmi nell'area
Ossessioni magistrali, sezione dedicata a lavori di Ettore Sottsass, Piero Fornasetti, Carlo Mollino, Gaetano Pesce ed Alchimia. Una vera ossessione creativa: organi genitali femminili e maschili, soprattutto maschili, sono rappresentati col disegno. Muovendomi poi in tutta l'area ho potuto osservare rappresentazioni di ogni forma, colore e materiale. Questa mostra è senza dubbio utile per familiarizzare con l'immagine del sesso, annulla però l'erotismo che non è esibizione pubblica. Ve la suggerisco come esperienza di conoscenza estetica ed anatomica e se ci andrete potrete vedere il famoso divano Mae West a forma di labbra di Salvador Dalì, i raffinati piatti di Fornasetti rappresentanti Adamo ed Eva, un omaggio ai nostri progenitori. E infine per non farvi mancare nulla un'opera di Jamie McCartney, 400 calchi di genitali femminili che compongono i suoi pannelli.

Maria Giovanna Farina

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venerdì 7 dicembre 2012

Il valzer degli addii


Il valzer degli addii

di Annalisa Barbier



In questo tempo di precarietà economica, professionale e sentimentale, si vive accompagnati da un crescente senso di incertezza spesso associato con l’attitudine al disimpegno, cui fa da sfondo una società brutalmente egocentrista ed individualista. La figura che emerge da siffatto sfondo – dipendendo in tutto dalla soggettiva propensione ad evidenziare e riconoscere alcuni segni piuttosto che altri – è purtroppo quella di una generale, crescente incapacità di impegno, costanza e pazienza. Verso se stessi e verso gli altri.
La progressiva erosione dei passati punti di riferimento socioculturali ed etici, ha imposto la necessità di trovarne di nuovi; tuttavia tale tentativo di estensione di senso non ha prodotto, a mio avviso, risultati capaci di sostenere l’individuo nel suo cammino verso la realizzazione di sé.
Ne origina un crescente, strisciante malessere cui è difficile dare un nome perché è tanto diffuso quanto impalpabile, potendosene cogliere soltanto le manifestazioni epifenomeniche. Queste riguardano la vita sociale, relazionale ed interiore, coagulandosi poi in tutte quelle situazioni ambigue, sospese ed indecise, in cui appare implacabilmente chiaro quanto sia difficile e allo stesso tempo necessario, ri-costruire un sistema di riferimenti semantici, simbolici e di significato all’interno del quale trovare finalmente un senso coerente, un filo di Arianna che ci riporti fuori dal labirinto. Finalmente a casa.
La vita di relazione, nella fattispecie quella delle relazioni sentimentali, è uno degli ambiti in cui questo disagio appare maggiormente evidente.
Si ha l’impressione che sempre più persone si trovino – loro malgrado - a far girare una giostra di “incipit” amorosi poi incapaci di trasformarsi in relazioni durevoli e gratificanti. Rapporti in cui i partner non sono più capaci di sviluppare una fiducia sana, oscillando in maniera destrutturante tra fiducia idealizzata e sfiducia totale (idealizzazione e svalutazione ne sono aspetti complementari), in cui le spesso inconsapevoli dinamiche individuali prendono il sopravvento sulla capacità/necessità di aprirsi all’altro, in cui il relativismo etico - ormai assurto a valore assoluto - crea mostri di egocentrismo ed incoerenza, avvolti su se stessi in una alienante spirale di accuse e giustificazioni.
Se questo è il panorama che mi trovo spesso ad osservare nella mia veste professionale, non posso fare a meno di ravvisare anche quali ne sono gli effetti sul singolo individuo: da un lato, il crescente senso di non appartenenza, la confusione, la paura, l’insoddisfazione e la frustrazione portano molte persone ad abdicare alla gioia dell’intimità.
Dall'altro, la ricerca ossessiva di stimoli sempre nuovi (che si riveleranno sempre insufficienti), i ripetuti tentativi di stabilire il rapporto “ideale” e la caccia sempre aperta al partner perfetto, inducono ad una sorta di “ripetitività erotico-sentimentale” in grado soltanto di incrementare quella frustrazione e quel senso di impotenza e delusione dal quale si è tentato di fuggire, e che difficilmente permettono di aprire le porte ad una vera intimità.
Da qui il titolo di questo articolo, mutuato da un bellissimo romanzo di Milan Kundera.Un tempo di addii ripetuti e di ripetuti inizi, che rischia di elevare il consumismo sentimentale imperante ad nuova emergente forma di doping emotivo che, come tutte le droghe, dà dipendenza ma non è in grado di curare.
Annalisa Barbier, psicologa www.annalisabarbier.com

mercoledì 5 dicembre 2012

Sesso e coccole

di Domenico Bumbaca
Orchidea erotica, acrilico di Daniela Lorusso


Sembra ormai un luogo comune ma si sente spesso che l’uomo appare più interessato al sesso rispetto alle donne. Ma, è proprio così?
 Un aspetto importante è sicuramente quello riproduttivo. Anche se oggi c’è meno necessità di mano d’opera (per questo si fanno meno figli) rispetto a 100-200 anni fa, non dobbiamo mai dimenticare che i tempi della psiche sono lunghissimi  e l'istinto alla procreazione domina tutti i nostri comportamenti,  che si sono formati  in millenni di evoluzione e continuerà a farlo per tanti altri secoli.
In merito al piacere è indubbio che  quello femminile non è meno intenso di quello maschile, allora perché è l’uomo ad essere, o sembrare di esserlo, molto più interessato al sesso rispetto alle donne?
Sembra che la colpa  sia del testosterone. Il testosterone è un ormone molto importante per il benessere generale perchè migliora l’umore, aumenta la forza e la massa muscolare,  rende più forti le ossa  prevenendo l’osteoporosi; è inoltre molto importante nella sfera  sessuale per una normale funzionalità in quanto migliora sia pure indirettamente l’erezione ed aumenta la libido; infatti è il primo tra gli ormoni responsabili dell’impulso sessuale e gli uomini ne producono da dieci a venti volte più delle donne. Questo è uno dei motivi per cui lo stimolo sessuale maschile è così forte e impellente. Inoltre, l’ipotalamo (utilissimo per la stimolazione sessuale) degli uomini è più grande di quello delle donne.
Ma a quale scopo tutto ciò?
È noto che la donna è fertile solo pochi giorni al mese (anche se, in quei giorni, la donna produce la ‘copulina’, un ferormone che stimola una crescita, anche del 150% del testosterone) e l’uomo deve essere sempre pronto, ovvero pronto ad eccitarsi in qualsiasi momento per evitare, come estrema conseguenza, l’estinzione della specie umana (pensate se anche l’uomo potesse eccitarsi solo pochi giorni al mese e magari diversi da quelli della donna).
Sesso o coccole
Sembra che la donna se coccolata si apra più facilmente al sesso mentre l’uomo ha bisogno di sesso per poi aprirsi alle coccole. Ma, è proprio così e perché?
Anche qui, il responsabile è un ormone, l’ossitocina. L’uomo ne ha di meno della donna ma durante l’orgasmo questo ormone viene secreto in grande quantità.
Secondo una ricerca  dell’Università Bar-Ilan di Tel Aviv, l’ossitocina gioca un ruolo determinante, ad esempio nella capacità di empatia e di comprensione dello stato d’animo altrui e per un migliore rapporto con sé e con gli altri, con un relativo incremento di stima ed  autostima, ma è anche un agente biologico dell’innamoramento. Insomma se l’amore alimenta l’amore, sembra quasi che per non stufarsi sia fondamentale comportarsi da ‘eterni fidanzatini’. Coccole, gentilezze e carezze sono essenziali per volersi bene ‘fino all’eternità’.
Quindi come conciliare la reciproca affettuosità? Avendo una regolare attività sessuale per cui con il sesso l’uomo diventa più affettuoso verso la compagna e questa diventa più bendisposta verso il sesso e così via. Non è forse vero che più si fa sesso e più si è disponibili a farlo? Tutta ‘colpa’ dell’ossitocina.
Di conseguenza, è verissimo anche il contrario: meno lo si fa più diminuisce la qualità del rapporto
Conclusione
Quando la coppia è innamorata, nella donna cresce il livello di testosterone che alimenta il desiderio sessuale e negli uomini aumenta dell’ossitocina che facilita la tenerezza. Se ci sono i presupposti per una relazione duratura, il ciclo persevera senza interruzioni,  anche grazie ad una attività sessuale costante.
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Domenico Bumbaca psicologo www.studiobumbaca.it

lunedì 3 dicembre 2012

L'amore è un'esperienza immensa


Mensura hominis, quae est angeli

di Nicola Ghezzani


Mi sono chiesto perché in questi ultimi anni ho dedicato tanta attenzione al fenomeno dell'amore. E penso di essermi dato una risposta. Certo lo ho fatto perché essendo uno studioso della natura umana l'osservazione dei fatti dell'amore mi consente di cogliere l'uomo nel suo nodo psicobiologico essenziale, di coglierlo alla radice. Ma c'è un altro motivo, esistenziale, nascosto dietro questo e molto più importante, ed è questo. Perché ci è stata sottratta la grandezza: il sentimento epico di appartenere ad una specie capace di crescita, di miglioramento, di continua ricerca della perfezione. La vita ci viene data come programmata, non possiamo né abbattere né scavalcare i muri di mediocrità che ci stanno intorno. Nella vita pubblica hanno il diritto di contare solo le bande organizzate dei mediocri; nella vita privata domina la rassegnazione.
L'amore invece è un'esperienza immensa, ci rivela la nostra natura umana, cioè divina (mensura hominis, quae est angeli) e non si nega a nessuno, è un'esperienza possibile a tutti. Si offre a caso e la può vivere chiunque. Quando la si vive appieno, si viene trascesi un altro mondo, un mondo parallelo dove le cose sono concepite e avvengono nella luce di una perfezione cui siamo predisposti per natura e per cultura; e laddove questa perfezione non si realizza, l'amore stesso si occupa di donarci la tenerezza, cioè la contemplazione affettuosa dei limiti nostri e dell'amato.
Oggi più che mai i nostri libri sull'amore sono una tenace resistenza alla tentazione nichilista, cinica, cioè alla delusione, e al fascino del minimalismo esistenziale. Questa tentazione ci riguarda tutti e non possiamo aspettare una rivelazione mistica per uscirne fuori. Tutte le vite, anche le più piccole e insignificanti, possono sperimentare qualcosa di grande. Questa cosa è l'amore, senza il quale la gran parte di noi si sentirebbe inutile. Non tutti sono artisti creativi, non tutti sono intellettuali impegnati nella vicenda sociale, pochi i politici che amano davvero la sfera pubblica, sempre meno sono i veri mistici, che dialogano col divino. L'amore è la grandezza alla portata di ogni cuore umano.
In questo senso l'amore ci riporta alla nostra intrinseca grandezza sia che lo viviamo, sia che non lo viviamo. Quando lo viviamo siamo persi nell'immensità dell'oggetto amato, nella perfezione che ci suggerisce; quando non lo viviamo ci impone il rispetto di colui che lo sta vivendo, il rispetto della sua intrinseca grandezza.
Quindi, quando viviamo l'esperienza dell'amore, siamo dissolti nella sua grandezza; quando invece non la viviamo, ma l'abbiamo vissuta (o almeno intuita), proviamo amore per chi la prova, nella forma della nostalgia e della tenerezza, e lo rispettiamo, lo ammiriamo, gli riconosciamo quella statura – la grandezza, la nobiltà d'animo – che il mondo sociale gli ha sottratto. 
                                                            Tutti i diritti riservati











Nicola Ghezzani, psicoterapeuta e scrittore http://nicolaghezzani.altervista.org/