domenica 29 settembre 2013

È solo sesso o è anche amore?

Come ti accorgi che non è solo sesso ma amore?

 
Amore e Psiche di Bouguereau

Al blog è giunta una riflessione/domanda, Rosy vuole sapere come si fa a capire quando è solo attrazione sessuale o c’è di più: è amore. Rispondiamo con le considerazioni tratte dal libro di Francesco Alberoni Lezioni d’amore, ed. BUR.

Come ti accorgi che non è solo sesso ma amore?
…L’amore è sempre possessivo, è sempre geloso. Dice: “Quest’uomo è mio, questa donna è mia e non posso sostituirli con nessun’altro!” Sei stata prima con l’uno e poi con l’altro per provare, per vedere cosa succede. Ma se era un vero amore, per quanto tu abbia incominciato in modo superficiale, per gioco, se ora scopri che lui va a letto con un’altra, ti senti annientata. Quel sesso che prima ti sembrava così facile, così leggero, ora ti appare una catastrofe e lui ha un bel dirti che non era importante perché, se ami, non puoi accettare che lui scelga volontariamente il piacere sessuale con un’altra, invece che con te. Quel tradimento ti rode, ti avvelena.
Francesco Alberoni © Riproduzione vietata

Cosa ne pensate? Qual è la vostra esperienza?


domenica 15 settembre 2013

Ho sbagliato!

Sai ammettere i tuoi errori?

immagine tratta da Deabiday,tv


Ammettere i propri errori, quanti di noi lo sanno fare? Eppure questo passaggio è fondamentale nella vita di coppia. Ci sono casi in cui purtroppo la storia d'amore si consuma a causa di un errore, quello di rimanere ognuno nelle proprie convinzioni, ognuno sicuro di avere subito un torto dall'altro: ci intestardiamo senza andare a fondo per osservare che, forse, anche noi abbiamo una parte in causa. Mettiamo da parte gli stereotipi, dimentichiamo alcune frasi come “Gli uomini sono tutti uguali o le donne vogliono avere sempre ragione”. Siamo qui con il partner ed anche se avesse delle similitudini con altri, non è gli altri o le altre, ma solo la persona che amiamo. Per ammettere i nostri errori bisogna fare un passo in più, dobbiamo trovare nel nostro profondo una dote indispensabile: l'umiltà. Essa ci permette di dire all'altro: “Ho sbagliato”. La reciprocità di questa ammissione dà il via ad un nuovo corso della storia, possiamo insieme liberarci dalle ruggini, dai bocconi amari ingoiati e scoprire insieme se ancora ci amiamo. Credo ne valga la pena mettere in atto un iter apparentemente laborioso e difficile se il risultato sarà il rinnovamento del nostro amore. Esso ci porterà gratificazione, gioia, rinnovata voglia di vivere. Non mi sembra poco!
Non vi dirò chi dei due deve fare il primo passo, sarà facilitato chi è dotato di maggiore umiltà. Se volete mettere in discussione, lavorare per ricostruire e riuscire nell'impresa non fermatevi a pensare: “Vediamo se lo farà lui o se lo farà lei?”. Fatelo e basta.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

© Riproduzione vietata


domenica 8 settembre 2013

Solitudine e vita di coppia

Meglio soli o ...




“Coltivare la solitudine, fin dalla giovane età: questo sarebbe un bellissimo esercizio filosofico ed emotivo”. Così afferma Lucilla una lettrice del blog. Questa considerazione mi ha fatto riflettere sul senso della solitudine e al contempo sulla nostra capacità di stare in coppia. Dobbiamo accontentarci di un amore qualsiasi? No, questo ci conduce ad una solitudine interiore, prima ancora che reale, difficile da gestire. Accettare un amore qualsiasi col timore di non trovare di meglio, per paura di rimanere soli, convinti di non essere in gado di cercare il più soddisfacente…sono tutti comportamenti che remano contro una vita gratificante. Meglio rischiare, ferirci per capire i nostri errori, per comprendere che la persona che abbiamo amato non era adatta a noi, meglio provare il dolore, superarlo per poi ri-nascere, che vivere nell'apatia  Che vivere in uno stato di finto equilibrio sperando di essere al riparo dalle delusioni. Le delusioni ci rincorreranno ugualmente e saranno delusioni per il nostro essere frenati dalla paura piuttosto che dolenti per colpa di un partner che non ci ha amato. Allora sì, è meglio imparare a vivere soli, impararlo fin da piccoli per non cercare l’altro solo per riempire i nostri vuoti, per non usarlo come narcotico delle nostre paure. L’altro dovrà essere il meglio per noi e allora, chi sa vivere solo, possiede qualche chance per stare bene in due. Vivere bene soli significa imparare a stare bene con se stessi, ad essere felici per piccole cose quotidiane senza dipendere da qualcuno: la nostra vita non può diventare un’altalena che va su e giù seguendo l’umore di qualcun altro. Forse questo obiettivo è difficile per molti, per quelli che solo con un partner si sentono completi, socialmente accettabili, a loro dico: impara a vivere bene in solitudine, questo ti salverà preparandoti a vivere bene con l’altro.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

© Riproduzione vietata


lunedì 2 settembre 2013

La ferita del tradimento

Tradimento: Perché anche se mi sono liberata di lui ora soffro così tanto?


Immagine tratta da www.wwtu.it

Come si può reagire al tradimento del partner quando il rapporto non può continuare: “Perché anche se mi sono liberata di lui ora soffro così tanto?” Questa è una domanda molto comune alla quale si fatica a trovare una risposta. La ferita del tradimento a volte è per noi insanabile e sappiamo di non essere in grado di perdonare il nostro partner per cui decidiamo di lasciarlo. Spesso fin qui tutto, o quasi, accade sull’onda dell’emotività, siamo preda della rabbia e agiamo senza molta consapevolezza. Anche separazioni come queste creano però una buona dose di sofferenza e spesso ci si chiede il perché ciò procuri tanto dolore. In realtà ci aspetteremmo che, dopo il senso di liberazione iniziale, prendesse posto nella nostra anima ferita la quiete e la soddisfazione per aver fatto quella che ritenevamo essere l’unica scelta possibile. Ma la sofferenza sembra non averci abbandonato e ciò perché non abbiamo fatto i conti con quello che abbiamo perduto che non è solo il traditore. Durante la fase costruttiva del nostro legame era nata una nuova parte di noi, il noi-come-coppia, che sanciva l’unione e ne dava una valenza reale. Dal quel momento il noi-come-coppia ha iniziato a sperimentare non solo la vita tra due, ma è cresciuto anche nella relazione con il mondo, è cresciuto grazie a tutte le relazioni che noi, in due, abbiamo instaurato con gli altri. Ora questo noi si è spezzato, è dovuto soccombere a causa della fine dell’unione e una parte di noi stessi è scomparsa con esso. È come se avessimo perduto qualcuno che ci era caro e la sofferenza non è che il segnale della perdita. Non ci resta quindi che operare concretamente su questa perdita.
Ci sono dei passi fondamentali da compiere:
1.     La perdita è avvenuta, non continuiamo a ragionare come se il partner facesse parte ancora della nostra vita
2.     Una parte di noi se ne è andata, non continuiamo a rievocarla con nostalgia
3.    Cerchiamo qualcosa di nuovo su cui riporre le nostre energie, è un modo per credere ancora nelle nostre risorse
A questo punto possiamo ri-considerare almeno mentalmente la possibilità di impegnarci in un nuovo amore e da questo punto siamo pronti, forse, per un nuovo amore, ma ricordiamo che il nuovo noi che nascerà non dovrà annientare la nostra individualità.
Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

© Riproduzione vietata