mercoledì 30 ottobre 2013

Ci pensa Rocco

Ci pensa Rocco, il nuovo reality di Cielo




Martedì 29 ottobre 2013 ho avuto il piacere di moderare la conferenza stampa per conto del Canale di Sky Cielo. Un momento di interazione leggera e ironica per presentare il nuovo reality del canale Ci pensa Rocco, in onda a partire dal 5 novembre ore 23 su Cielo. Avete capito di chi sto parlando? Proprio di lui, di Rocco Siffredi uno degli attori più famosi dell’hard. Già, ma qui veste i panni dell’esperto, del ri-educatore delle coppie in crisi. È un programma leggero, ironico, intelligente dove il noto attore nelle 12 puntate del programma aiuterà le coppie in crisi, coppie in cui il desiderio erotico si è sgretolato. Il programma parla di erotismo ma non è erotico, Siffredi aiuta le coppie a ri-trovare il desiderio dei primi tempi utilizzando varie strategie, tra cui il gioco e l’atto eroico. Ma non solo questo. Tra lui e la coppia si instaura un rapporto di fiducia, lo vedono come un guru dell’erotismo e si affidano ai sui suggerimenti con fiducia. Invito alla visione i giovani per capire cosa significa vivere in coppia, è utile naturalmente a tutte le coppie con qualche difficoltà per cercare il confronto, ma anche come spunto di riflessione utile per iniziare il cammino verso un rinnovamento dell’eros, senza il quale la vita di coppia non può sopravvivere. Allora, appuntamento al 5 novembre con la prima puntata!
Erano presenti alla conferenza il professor Renato Mannheimer che ha presentato uno suo studio sulla crisi di coppia e il calo del desiderio: i risultati sono sorprendenti per l’alta percentuale delle coppie in crisi: ben il 53% del campione. Ha aperto l'incontro la responsabile del marketing Francesca Giuliani e la direttrice di Cielo Antonella D’Errico. Tutto è proseguito con gli interventi di Nils Hartman – Direttore delle produzioni originali SKY Italia e Lorenzo Torraca – CEO di Verve Media Company.
Naturalmente non poteva mancare Rocco Siffredi che ci ha raccontato questa sua nuova esperienza per lui divertente e coinvolgente.


 Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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Immagini by Gina Di Dato, fotografa delle emozioni
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Durante la conferenza stampa con Mannaheimer e i dirigenti di Sky

con Antonella D'Errico direttrice di Cielo

domenica 27 ottobre 2013

Ti amo o non ti amo?

Ti amo non vuol dire “per sempre”


Immagine tratta da millerighe.wordpress


Ti amo: parole scontate? Vuoto luogo comune? O sincera dichiarazione dei sentimenti? Bisognerebbe essere più coscienti prima di pronunciare queste fatidiche due parole così impegnative. Se a questa espressione diamo l’importanza che ha, se il suo significato ci è chiaro, se abbiamo compreso che vuol dire: Io, proprio io, amo te, proprio te e un uno altro/a. Allora ci si penserebbe molto bene prima di impegnarci davvero. Ti amo non prevede il per sempre, ma pretende che non ci sia leggerezza né menzogna perché se qualcuno dice di amarci vuol dire che per lui o per lei siamo la persona migliore, quella con cui vuole trascorrere il suo tempo, con la quale vuole fare l’amore in forma esclusiva. Chi ama non desidera nessun altro all’infuori dell’oggetto amato, anche chi subisce il fascino di altri, resta fedele al suo amore. Altrimenti non è quell’amore per cui dire Ti amo. Tutto questo discorso credo sia utile per mettere l’accento sul fatto che dire Ti amo senza essere innamorati spesso è comodo per accontentare l’altro che si aspetta l’amore, per tenerlo unito a sé, ma rende maggiormente dolorosa l’eventuale separazione: l’altro abbiamo illuso. Un finto Ti amo rende falsa la relazione, impedisce che si realizzi un’esperienza utile di amore di coppia portando anche chi lo pronuncia falsamente a dis-conoscere se stesso, a vivere un falso Sé. Per concludere: chi finge in amore fa male non solo all’altro ma anche a se stesso. Allora impariamo a dare peso alle nostre emozioni, ad essere chiari nel nostri sentimenti, così da vivere una vita più autentica: impariamo ad ammettere, se così è, che non abbiamo voglia di impegnarci, non ce nulla di male.

 Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 20 ottobre 2013

Odio e amore

L'odio è l'opposto dell'amore?

immagine tratta www.blog-msn.it



L'odio è l'opposto dell'amore? A quanto si dice pare proprio di sì. L'odio è un sentimento grande, potente, che ci pervade, quando ne siamo colpiti proviamo forti emozioni e non riusciamo a pensare ad altro che all'oggetto del nostro odio. Ci vergogniamo ad ammettere questo sentimento, Gianna me lo ha scritto in privato, ma desidero condividere con vuoi la riflessione. Odiamo profondamente chi ci ha traditi, chi ci ha fatto credere, giocando con la nostra anima rapita dall'amore, di essere innamorato/a di noi mentre in pochi minuti ha mandato a monte ogni proposito, con un soffio di vento il suo amore si è posato su un altro fiore. Se qualcuno ci illude e distrugge tutto ciò che aveva promesso senza pensarci due volte, provoca in noi reazioni potenti e l'odio entra in scena per occupare il posto di tutto l'amore che nutrivamo. Ora quell'essere per noi unico è divenuto il nostro dolore. L'amore si è trasformato in odio e, finché non si sarà dissolto, noi saremo in uno stato di sofferenza sia per la disillusione sia perché odiare fa male al corpo. Fa bene, al contrario, sfogare il disappunto, il nostro risentimento e la rabbia con tutte le parole del vocabolario, anche quello più volgare: per purificarci, per impedire che il male subito si trasformi in malattia. Allora l'odio pian piano svanirà e il nostro ex amore diventerà una persona qualunque. Lo diventerà se nel nostro percorso di liberazione non avremo omesso di sfogarci, a quel punto l'odio non troverà più terreno fertile su cui proliferare.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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lunedì 14 ottobre 2013

La peste del femminicidio e la sua cura


Ad un anno dalla nascita del blog Filosofia dell’amore erotico festeggiamo questo traguardo con un articolo scritto da Francesco Alberoni per l'occasione. Il tema trattato è tremendamente attuale, il femminicidio, ed è bello se pur triste parlarne in questo contesto. Tutti noi ci chiediamo cosa si possa fare, quale rimedio possa essere più efficace: Alberoni ci dà la sua risposta da studioso dell’amore trattando il tema anche dal punto di vista sociologico.
Maria Giovanna Farina







La  peste del femminicidio e la sua cura  

Quando nel Medioevo scoppiava un’epidemia cercavano un colpevole  e  quando pensavano di averlo trovato lo torturavano e l’uccidevano. Ma non ci comportiamo diversamente oggi nei  riguardi dell’epidemia a cui è stato dato il nome di  femminicidio. Col cambiamento del ruolo della  donna  che  può controllare  la  sua fertilità, che ha acquistato gli stessi diritti del maschio e la piena libertà sessuale, sono cambiati i rapporti sociali erotici ed amorosi fra i due sessi. Uno dei risultati di questo mutamento è stato l’aumento dell’aggressività dei maschi verso le donne, soprattutto dopo una frustrazione amorosa. A questo si è cercato  di  porre  rimedio con una legge che incuta loro timore e li arresterà quando delinqueranno.
Ma come nel Medioevo nei riguardi della peste non si è studiata l’origine del femminicidio, non si è per esempio studiato perché   tanti uomini uccidono una donna, che hanno amato, per  gelosia, perché lei li ha lasciati per un altro. Cosa è successo in quella coppia? Quali sono i fattori che hanno fatto finire un amore   appassionato e lo hanno trasformato in un conflitto? E perché tante coppie che nel passato avrebbero condotto una lunga vita  coniugale oggi durano pochissimo e si rompono, finiscono nel  divorzio o nella violenza? La coppia oggi resta unita solo se i due si amano. Quando non si amano più ciascuno va per conto proprio. Prima c’erano cento legami sociali e legali che la teneva unita, oggi resta solo l’amore. La patologia della coppia è una patologia dell’amore. E allora perché non si studia l’amore? Perché non si studiano le sue forme, i suoi meccanismi, i suoi punti di fragilità, il motivo per cui l’innamoramento alcune volte dura anni ed in altri casi si spegne in pochi mesi? Io personalmente ho dedicato una vita a questi studi: all'innamoramento  alle infatuazioni, alla crisi precoce della  coppia  e  a quella  tardiva, al tradimento e al grande amore erotico che dura. Ed ho fondato una collana La scienza  dell’amore per insegnare alla gente come diventare cosciente dei propri meccanismi amorosi, come evitare gli errori fatali, come far rinascere la passione.
Questa è la via maestra per vincere la peste del femminicidio, non ce ne è un'altra.


Francesco Alberoni © Riproduzione vietata

domenica 6 ottobre 2013

Evita e Faust


La scienza dell'amore



L’editore Sonzogno ha creato una nuova collana La scienza dell’amore diretta da Francesco Alberoni. Apre con la pubblicazione L’arte di amare, il grande amore erotico che dura di Francesco Alberoni, il primo libro al mondo che studia i casi in cui l’innamoramento anziché sfiorire in pochi mesi o anni dura a lungo e si rinnova per decenni. È il seguito e il complemento del suo libro Innamoramento e amore. Una seconda opera significativa è Perché amiamo di Nicola Ghezzani che mostra l’opposizione totale amore-potere. Nella collana e stato poi ripubblicato Ti amo di Francesco Alberoni, uno studio esauriente sulla formazione e lo sviluppo della coppia.        
Nella collana La scienza dell’amore c’e anche una sezione narrativa sull'amore di tipo particolare. Le prime due opere sono da ottobre in libreria Evita e Faust di Alberoni.

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