venerdì 24 marzo 2017

Amore e ottimismo

Disegno a pastelli, Ottimismo e amore, di Flavio Lappo, 2011

L'ottimismo è uno studio su se stessi e su gli altri. Sì, è anche questo: lo analizzo e lo sviluppo da anni anche attraverso l'arte. Il disegno del pittore Flavio Lappo con i suoi colori pastello intensi, che sanno riempire l'immagine con determinazione, i tratti dell'opera, le sue proiezioni mi fanno guardare al futuro. Un tempo che stiamo per rincorrere e che ci rincorre quasi a non lasciarci momenti di attesa. In realtà il disegno ci infonde sicurezza, le sue linee curve e dritte, le gocce di colore sono perdita di energia ma allo stresso tempo marcano la presenza della vita. L'artista rappresenta i pensieri con stile prettamente onirico dove molte idee si intersecano, ci lascia intravedere sullo sfondo, che è anche contemporaneamente punto di origine di tutto, la riuscita positiva del percorso. Osservando percepisci quanto la meta sia raggiungibile con sicurezza nonostante le difficoltà in cui siamo immersi. In generale le opere di Lappo sono oniriche e nella dimensione del pensare notturno, che è soprattutto un immaginare attraverso paragoni con la realtà, ognuno può trovare quella strada che riporta all'origine. La città, che si intravede nel disegno nella sua essenza abbozzata, è ciò che ci protegge e a cui desideriamo ritornare sempre, soprattutto quando il bisogno di amore si impone. Saper sfruttare il patrimonio d'amore che possediamo nell'anima, è ottimismo perché è mettere a punto le nostre risorse migliori certi che saranno vincenti. È l'ottimismo nato dall'amore che qualcuno di importante ci ha donato: la mamma.

sabato 11 marzo 2017

Siamo ai ferri corti


Quando le parole nascondono la violenza




Siamo ai ferri corti” è un modo di dire che si perde nel passato e si riferisce alla lotta, al duello: quando le armi lunghe non hanno più efficienza si passa ai coltelli e ai pugnali con la certezza di concludere la faccenda. Di far fuori il nemico. È vero, oggi pronunciando questa frase intendiamo solo dire che siamo in cammino verso la fine di un rapporto, ma purtroppo senza riflettere ci serviamo di un gergo molto violento che si riferisce al sangue e alla morte. Usiamo questo modo di dire per tutti i rapporti, ma nella maggior parte dei casi per una relazione sentimentale. Quante volte l'ho udito, quel Siamo ai ferri corti per intendere che quei due, quella coppia lì, è alla fine di un'amore. Si detestano, litigano, si rinfacciano il passato... per fortuna spesso finisce tutto con le carte bollate ed un avvocato divorzista che decreta la fine dell'unione. Il linguaggio, come veicolo e rappresentativo culturale di un popolo ha un'importanza considerevole, dice chi siamo, da dove veniamo, quale educazione abbiamo ricevuto. Ma il linguaggio è costituito anche da consuetudini, da modi di dire che ci trasciniamo senza pensare al loro vero significato. Essere ai ferri corti è un modo di dire violento che diffonde la violenza come modalità relazionale e per questa ragione dobbiamo eliminarlo dal nostro patrimonio espressivo verbale. Le parole aiutano nel lavoro deleterio di anestetizzare, di rendere insensibili ai gesti peggiori: per questa ragione cestinare è la parola d'ordine. Per non cedere nemmeno col pensiero a parole sanguinarie modi di dire come Siamo ai ferri corti” devo cadere nell'oblio.


Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata